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A sentimental journey
Gabriella Martis
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Il 24 Novembre 2007 alle ore 18.30 si inaugura la mostra di Gabriella Martis, A sentimental journey

Aperta dal lunedì al sabato dalle 18.00 alle 20.30
La mostra continua fino al 7 dicembre 2007.

Emotional journey - Gabriella Martis

Presentazione di Primo Pantoli

Presento volentieri e con piena convinzione questa prima "personale" di Gabriella Martis.
Mia allieva da alcuni anni, ho seguito con interesse l'evolversi e via via il raffinarsi della sua pittura.
Alla base, e fin dall'inizio, i suoi dirompenti "racconti", carichi di emozioni e di mistero. Dovuta a sincere pulsioni interiori, questa pregnanza è il pregio principale di Gabriella, il patrimonio di tormenti e di dolcezze dal quale scaturiscono le immagini dei suoi personaggi. Personaggi statici, che sulla tela si affrontano immobili e silenziosi, alla ricerca sempre di un dialogo e di un contatto forse d'amore. Quasi sempre figurativi, talvolta si nascondono in conturbanti simboli ermetici, come a rifugiarsi in un intimismo geloso, chiuso alle facili letture, in un dialogo interiore e segreto. E attorno, un grande spazio vuoto, privo perfino della gratificazione del cielo, segnalato solo da violenti squarci di luce e di colori, che, nel sogno, ignorano gli spazi razionali e le limitanti prospettive della vita reale.
Non è questo il mondo sofferto da ogni artista,il suo bisogno di farsi capire, in definitiva, di farsi amare?
Per chi, come me, ha sempre disdegnato le epidermiche piacevolezze, il mondo di Gabriella Martis è un patrimonio da non sprecare, e che, evidentemente ben radicato, sta dando i primi frutti di poesia e di pittura.
Col tempo le pennellate si sono liberate dalla minuta descrizione, hanno spaziato sulla tela, in una totale libertà di accenni, di connotazioni, tese solo a richiamare con forza l'attenzione degli "altri", per dialogare con gli "altri".
Pittura figurativa, pittura intimista? Certamente, senza ammiccamenti al modernismo o accattivanti incursioni nell'esibizione di stucchevoli effetti.
A Gabriella, per esprimersi, bastano schiette immagini antropomorfe che, con la semplicità della poesia, ci dicono la complessità dei nostri sentimenti, la violenza e la dolcezza delle emozioni, il disagio di vivere. Tutte cose che lei esperimenta su se stessa, prima che sulle tante vite sofferenti che ha scelto professionalmente di condividere e che indubbiamente l'arricchiscono giorno dopo giorno.

Primo Pantoli

Testo critico di Massimo Antonio Sanna

A sentimental journey?

L'Espressionismo è stata l'avanguardia che più di tutte le pratiche pittoriche ha influenzato la cultura visiva del novecento, e questo è avvenuto per diverse ragioni.
In primo luogo per via della libertà di stile che ha imposto, uscendo dal campo della buona pittura, proporzionata, autocompiacente scientifica e razionale per mostrare per la prima volta in assoluto quella che era l'anima dell'autore e l'anima del dipinto.
Ora lavorando sul piano pittorico, ora sull'impianto narrativo, la libertà d'espressione si è trasformata in libertà d'esposizione dando luogo a fermenti innovativi sino alla fine del secolo. attraversando altri stili e, coniugandosi col secondo surrealismo, è diventato astratto, lirico, automatico e selvaggio.
E' stato per la pittura del novecento ciò che il Romanticismo è stato per la letteratura dell'ottocento.
E attraverso questa esperienza, che è culminata con la Transavanguardia e con i Nuovi Selvaggi, ha dato la possibilità a generazioni di pittori di esprimersi totalmente.
A questo punto si innesta la particolare ricerca espressiva di Gabriella Martis, conscia del patrimonio visivo dell'arte contemporanea, sposa la linea figurativa prediligendo però degli aspetti meno accattivanti per porre, nelle sue narrazioni, più dubbi che certezze.
Ha abbassato il tono del disegno, disfacendo la figura umana, nascondendone le fattezze, ma rimarcandone le azioni, le emozioni e le espressioni.
Ha inserito i suoi soggetti in un ambiente che non è reale nel senso stretto del termine, ma non è innaturale; è generato dal mito, dal sogno, dai sentimenti ed è caratterizzato automaticamente con una commistione di stilemi contrapposti (puntinato di tipo impressionista, campiture violente di colore acceso più astratto/liriche, pennellate gestuali ben marcate espressioniste).
Viene così alla luce un impianto fresco, che se pur inquietante, non è mai opprimente; non è l'incubo è il SOGNO rappresentato più che nei segni nei simboli dell'inconscio individuale e collettivo.
Un racconto quasi letterario, non importa se reale, biografico o autobiografico, un racconto interiore e sentimentale sui pensieri, i bisogni e i desideri delle persone.

Massimo Antonio Sanna

 

 
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