|
Effetto Serra Mostra di Giovanni Serra |
|
|
|
Dal testo critico di Massimo Antonio Sanna.
Al di là del romanzo di Don De Lillo o del libro di Saviano, la salvaguardia dell’ambiente è un problema importante da sempre. Importante perché nel mondo ci viviamo, ci vivremo e ci vivranno i nostri discendenti. Produciamo tanti di quei rifiuti, anche singolarmente, che diventa sempre più difficile stoccarli.
Già da diversi anni, certo non per risolvere il problema, ma per denunciarlo, esiste tra gli operatori visivi una metodologia d’operazione trasversale che si chiama recycling art e consiste nel creare opere d’arte riciclando l’usato e la spazzatura. … e giocando con certi elementi oltrechè con le parole, nasce la mostra Effetto Serra, 20 collages di Giovanni Serra sul tema della modernità, dell’industrializzazione massiva e dei suoi (collaterali) derivati. I quadri parafrasano i paesaggi dipinti mettendo in evidenza più che l’idillio il dramma. Colori travisati che - manca il verde del paesaggio campestre - denotano le brutture degli agglomerati industriali e delle discariche. Il collage stesso viene scelto ad hoc da Giovanni Serra per far rientrare nel dipinto, come ha spiegato chi lo ha creato, la realtà vera e propria: i rifiuti non si autoreferenziano, non si autorappresentano, sono. E rientrano in tale discorso anche le cornici prodotte con legni trovati e di riciclo, come compaiono nel quadro resti di studio del pittore. Emblematico è lo stile che Serra ha ricercato che lo affianca a migliaia di artisti coinvolti nel medesimo gesto, ma l’interrogativo finale che egli pone è che sarebbe bello riuscire a non trovare gli elementi che ha utilizzato perché ciò significherebbe che la spazzatura, le scorie, le discariche avrebbero una collocazione lontana dalla natura.
Massimo Antonio Sanna
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|



