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Tiina Malinen
Tu non puoi comprare il tramonto
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Una delle esperienze più sottovalutate e dimenticate, ma fondamentali, della neoavanguardia mondiale fu l’esperienza scandinava. Questa, che ha avuto come maggiore esponente Asger Jorn, ha attraversato il ventennio 50/60, dando spunto e ispirazione a correnti e singoli autori che hanno forse raccolto più notorietà, soprattutto in ambito francese e statunitense (non ultimo Keith Hairing, in un genere distante, ammise l’influenza di Cobra nella sua pittura, senza poi dimenticare i grandi informalisti quali Dubuffet e Fautrier).

L’astrattismo lirico nordico teneva conto di tutto il patrimonio etnografico dell’Europa settentrionale, i miti e le leggende, recuperandone non solo le storie, ma principalmente il tesoro di figurazione e di segni arcaici che possedeva.

Fu quindi naturale che nel periodo postbellico, dove il moderno oltre la ricchezza (per pochi) aveva portato anche il genocidio, un’arte vivente che riporta tutti alla comunità e ai valori di collettività sociale, sia aporisticamente dimenticata e famosa.

La pittura di Tiina Malinen, artista finlandese, è senz’altro tributaria di quel contesto, nei modi, nei fatti e nella teoria.

Astrattismo lirico, come lo definiamo noi italiani; ma è un termine improprio e limitante perché Tiina non è orientata ideologicamente contro la figura, anzi, spesso, nei suoi quadri, essa traspare, appare, compare ed è parte fondamentale di questi: l’astrattismo non è un dogma.

Allo stesso livello, rifiuta categoricamente un solo modo definibile di dipingere pur dimostrando un carattere stilistico maturo e importante.

Ora è materia e corposa, ora è diafana e trasparente.

Ora e determinata nel contornare, ora lascia che il colore si espanda e coli.

Incornicia il pezzo con un colore marcato oppure lascia indistinte, e sul medesimo piano, tutte le macchie che compongono il dipinto.

Gioca con i colori saturi e, simultaneamente, dà molto spazio al bianco.

Ma aldilà del discorso pittorico in quanto tale, il lavoro di Tiina appare fondamentale sul piano della filosofia della natura.

A prescindere dai titoli, molto significativi, la Malinen dipinge una natura non naturata, selvaggia e buona, poco contaminata, anteposta al paesaggio urbano moderno dove ci muoviamo e dove viviamo i nostri rapporti sociali.

Un caldo messaggio dal freddo nord.

Massimo antonio sanna



 
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