Uno scrittore/Una pagina/Un pittore Marina Café Noir 2004
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Associazione Culturale "Chourmo"
Marina Café Noir 2004
Le mani sulla città
In collaborazione con Arcivernice - Galleria d'Arte
Mostra d'arte "Uno scrittore/Una pagina/Un pittore"
"Un gioco. Lo spirito del gioco che accompagna questo "festival di
letterature applicate" si materializza nella mostra d'arte "Uno scrittore, una pagina, un artista". Immaginate una pagina di libro imposta alla lettura di un pittore, tratta da un libro che non ha scelto, quella pagina e non un'altra, uno scrittore di cui forse non conosce l'esistenza.
Ecco come continua il gioco di Marina Café Noir 2004.
Il risultato, ospitato per i giorni del festival dalla Galleria Arcivernice di via Baylle, quale sarà?
La pagina che diventa quadro? Un'imposizione che diventa leggersi tutto il
libro? Un andare fuori tema? L'inizio di un'amicizia tra pittore e scrittore?"
Sandro Sulis
Inaugurazione Martedì 15 giugno alle ore 19,00.
Questi i nomi degli abbinamenti.
Francesco Abate con 'Ultima di campionato' - Cesare Dattena
Paola Alcioni con 'La stirpe dei re perduti' - Annalisa Achenza
Giulio Angioni con 'Millant'anni' - Nazzareno Miconi
Andrea Cannas con 'Vita and so on del Sig. Rinaldo Psicopompo' - Massimo Corazza
Massimo Carlotto con "Jimmy della collina" - Giorgia Atzeni
Giulia Clarkson con 'La città d'acqua' - Carlo Crasto
Annalisa Ferruzzi con 'Il funerale di Missy P.' - Federico Carta
Luciano Marrocu con 'Faulás' - Lea Gramsdorff
Nino Nonnis con 'A biliardino non gioca più nessuno' - Angelo
Liberati
Marco Philopat con 'Costretti a sanguinare' - Luther Blisset
Flavio Soriga con 'I diavoli di Nuraiò' - Franco Agus
Giorgio Todde con 'Paura e carne' - Giorgio Podda
Partecipa alla mostra anche Antonio Podda con le tavole "Storie da bar in
Marina" e LU - Gianluca Porcu con le sue sonorizzazioni.
"Anche la parola scritta è un'icona?
Certamente sì:
Quindi i due sistemi di rappresentazione, quello narrativo e quello
pittorico, possono tranquillamente sovrapporsi e lasciare all'immaginario del fruitore la totalità dell'interpretazione perché nessuno degli stilemi è prioritario. Altro disorso rispetto ai film tratti dalla letteratura. Il lavoro dello scrittore e quello del pittore sono simili e spesso si compenetrano, si pensi ai tanti libri d'artista visti anche a Cagliari, a tutte le illustrazioni inserite nei romanzi. Anche Pynchon ha dovuto disegnare Kilroy per mostrarlo ai suoi lettori. In questo caso, il pittore viene dopo; non spiega, non interpreta, non giudica. Offre un lavoro complementare che vive assieme, e in alternativa, al testo."
Massimo Antonio Sanna |